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Settimanale Mio N 38-2017

L’editoriale Dell’Editore Angelo Aleksic:

angelo

QUANDO LA CRONACA RACCONTA STORIE CHE NON VORREMMO MAI SENTIRE…

Su questo settembre finalmente un po’ più piovo.so del solito è piombata la cronaca nera, che è la parte più difficile e delicata del nostro lavoro di cronisti ed editori. La storia di Noemi, così cruda e selvaggia, ha scosso nell’intero il nostro paese, visto che si tratta di un orribile delitto perpetrato ai danni di una ragazza di sedici anni, poco più di una bambina. Difficile non associare le sue tristissime vicende a tanti giovani che conosciamo bene e che fanno parte della nostra vita, teen agers che vivono tra un bacio, un post sul social e qual.che lacrima, il loro amore sbagliato. Quello che preoccupa e che sbalordisce tutti noi, al netto di tante considerazioni inutili che riguardano quello che si sarebbe potuto fare e che non si è fatto, è che questi ragazzi non hanno i referenti giusti a cui chiedere aiuto, alcuna autorità a cui rivolger.si, nessuna vigilanza delle scuole (Noemi l’anno scorso era stata bocciata), delle istituzioni e perfino del social, visto che i messaggi più angosciosi questa giovanissima li aveva postati proprio su Facebook. Il giovanissimo e reo confesso assassino, anche lui minorenne, non era certo uno che in un piccolo paese come Specchia potesse passare inosservato: non solo guidava abitualmente senza patente l’automobile di famiglia, ma aveva avuto in passato già tre ‘trattamenti sanitari obbligatori’, ovvero era stato prelevato di forza dai medi.ci e sottoposto a cure mediche contro la sua volontà. Il dramma di Noemi fotografa però anche un’altra cosa, ovvero l’incredibile immagine che ci svela il mondo assurdo in cui vivevano questi due ragazzi. Le famiglie, le faide, l’odio represso che nessu.no ha saputo valutare, la troppa libertà e la mancanza di controlli. Una storia brutta che abbia.mo il dovere di riportare per non lasciare sole tante al.tre Noemi: è per questo che ci vuole delicatezza, mestiere e tanto coraggio per racconta.re un delitto assurdo senza che prevalgano mai rabbia e violenza. Buona lettura.

Angelo Aleksic


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