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Settimanale Mio N 41-2017

L’editoriale Dell’Editore Angelo Aleksic:

angelo

A CHIARA E A TUTTI I PICCOLI ORFANI AUGURIAMO DI AVERE GENITORI… SPECIALI

Se sarà un bravo papà, lo sapremo strada facendo. Magari saremo noi stessi di Mio a chiedere a Chiara, un giorno quando sarà più grande, se co.lui che ha deciso di sollevarla dalla culla si starà dimostrando un babbo tanto speciale quanto quelle adozioni, definite appunto “speciali”, che consentono a particolari condizioni di accogliere un piccolo orfano disabile nella propria famiglia. La “specialità” della storia che sta commuovendo l’Italia intera, infatti, vuole che il padre di Chiara, una famiglia, esattamente come la sfortunata pargoletta, non ce l’abbia. Nel senso che quest’uomo è single, né ammogliato né fidanzato. Insomma, due cuori solitari, per scelta e per necessità, che s’incontrano e di.vengono padre e figlia. E pazienza se sette coppie in attesa di un bebè da adottare si siano poi defilate perché in fon.do alla lista c’era lei, Chiara, affetta da sindrome di Down e non riconosciuta dalla propria madre biologica, che ha partorito in anonimato. Ma è altrettanto legittimo che molti aspiranti genitori desiderino un figlio che non dia loro grossi pensieri di salute per il resto della vita. Nessu.no può permettersi di giudicare scelte così estremamente delicate, dove vale la regola del “finché non ci sei dentro, non puoi capire”. Ecco perché per i detta.gli della legge numero 184/1983 (che regola l’adozione prevedendo alcuni eccezioni, come il caso di Chiara) vi rimandiamo all’interessante servi.zio a pag. 28, in cui viene spiegato l’iter dal pre-affidamento provvisorio all’adozione definitiva del bimbo. Qui vogliamo limitarci a sottolineare come, in una società costernata da pregiudizi sulle coppie di fatto, etero o omossessuali esse siano, la storia di Chia.ra e del suo babbo single sia la perfetta sintesi di quell’amore che non ha paura di niente e nessu.no e che sfida il destino a cuore aperto. A Chiara, e a tutti i bambini abbandonati dopo il taglio del cordone ombelicale, auguriamo di avere uno o due genitori. L’importante è che siano speciali. Buona lettura.

Angelo Aleksic


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