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Settimanale Mio N 17-2018

 L’editoriale Dell’Editore Angelo Aleksic:

angelo

BULLISMO A SCUOLA, L’EDUCAZIONE DEI FIGLI SI FA TUTTI INSIEME SENZA ECCEZIONI

Verrebbe da dire che non ci sono più gli alunni di una volta. Quelli che, non appena prendevanoposto tra i banchi, si alzavano subito in piediper salutare l’arrivo del professore. Invece, nell’epoca odierna, sembra che il rispetto, verso i maestri e i propri compagni, sia diventata una materia sconosciuta a certi ragazzi, mai come al giorno d’oggi bisognosi di regole in grado di disciplinare i loro comportamenti, spesso aggressivi, e il loro linguaggio, inaccettabile e irriverente: come nel caso del docente di Lucca, schernito, umiliato e ripreso con il telefonino dai suoi studenti. Eppure restiamo convinti che i nostri giovani rappresentino il futuro della nostra società, ma serve compattezza tra fi gli, genitori e professori. L’educazione di un ragazzo parte dalla famiglia, che deve formarlo anche attraverso i “no”. Dire di no al proprio fi glio non equivale a una negazione, bensì a un’occasione di crescita. E, solo attraverso l’educazione impartita da mamma e papà, il fi glio avrà una buona condotta anche a scuola, dove l’osservanza per il ruolo dell’insegnante è la prima regola implicita; al contempo, il professore deve essere autorevole ma non autoritario nei confronti dei suoi alunni: non c’è niente di più reciproco del rispetto. E il rispetto basilare, alla base di qualsiasi relazione, prende vita tra le mura domestiche.

Angelo Aleksic


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