AAEditore

Menu

Settimanale Mio N 22-2018

 L’editoriale Dell’Editore Angelo Aleksic:

angelo

L’ITALIA HA LA BENZINA PIÙ CARA E NON SI SA NEANCHE BENE IL PERCHÉ

Cara benzina, quanto mi costi! È quello che gli italiani pensano quando si accingono a fare il pieno in una stazione di servizio della nostra Penisola, che non assomiglia soltanto a uno stivale ma rappresenta anche un’unica e lunghissima strada che dalla Valle d’Aosta giunge fino in Sicilia. Più di 1.500 chilometri da nord a sud (e circa 550 da ovest a est sull’asse Torino-Trieste), una colonna vertebrale infinita da percorrere con la schiena dritta sul volante e la mano sul portafogli, pronto per essere notevolmente alleggerito al momento di fare rifornimento. L’Italia, infatti, è il secondo Paese con il carburante più costoso del mondo: il prezzo medio, in modalità self service, è pari a 1,620 euro al litro. Se invece preferiamo essere serviti dall’addetto all’erogatore, il prezzo si aggira intorno ai 1,744 euro al litro. Perché questi importi così elevati? Per via della componente fiscale, che incide per il 64 per cento sul prezzo del carburante. E pensare che negli Stati Uniti, il peso delle accise è tre, quattro volte inferiore. In attesa di sapere se anche la nostra benzina verrà prima o poi detassata, è un dato di fatto che queste tariffe esorbitanti influenzino negativamente i trasporti, non soltanto privati ma anche pubblici. E in un Paese come il nostro, così geograficamente esteso, è un problema da risolvere al più presto.

Angelo Aleksic


Sommario